Il Barile d'Amontillado
Edgar Allan Poe
Traduzione di Rodolfo Arbib
Illustrazioni tratte da Creepy n° 6 Dicembre 1965
adattamento di Archie Goodwin disegni di Reed Crandall
Avevo sopportato del mio meglio le mille ingiustizie di Fortunato; ma quando poi arrivò all'insulto, giurai di vendicarmi.
Tuttavia, voi che ben conoscete la natura dell'anima mia, non supporrete, certo, ch'io gli abbia rivolta una sola minaccia. A lungo andare, dovevo esser vendicato; questo era definitivamente, irrevocabilmente fissato; – ma la stessa perfezione della mia risoluzione escludeva qualunque idea di pericolo. Dovevo non solamente punire, ma punire impunemente. Un'ingiuria non è riparata se il castigo arriva a punire il riparatore; e non è riparata nemmeno quando il vendicatore non ha cura di farsi conoscere dall'insultante.
Bisogna sapere che a Fortunato non detti alcuna ragione di dubitare della mia benevolenza, nè colle mie parole, nè colle mie azioni. Continuai, come al solito, a sorridergli in faccia, e lui non indovinava che ormai il mio sorriso non traduceva che il pensiero della sua condanna.